Saturday, 4. october 2008 6 04 /10 /Okt. /2008 16:17
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Der Sonnengesang, 1224  (Deutsche Übersetzung )
"... Gelobt seist Du, Herr, mit allen Wesen, die Du geschaffen,
der edlen Herrin vor allem, Bruder Sonne,
die uns den Tag heraufführt und Licht mit ihren Strahlen,
die Schöne, spendet; gar prächtig in mächtigem Glanze:
Dein Gleichnis ist sie, Erhabener."

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Cantico di frate Sole, 1224 (in italiano antico)
"...  Laudato si, mi signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual'è iorno, et allumini noi per loi.
Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore,
de te, altissimo, porta significatione."

http://parvascintilla.over-blog.de/pages/Der_Sonnengesang_1224_DE__Cantico_di_frate_Sole_12-751615.html
Der Sonnengesang, 1224 (DE) - Cantico di frate Sole, 1224 (IT)
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Saturday, 4. october 2008 6 04 /10 /Okt. /2008 15:34



Franziskus von Assisi, einer der reinsten Geister Europas, stirbt am 4. Oktober 1226 und an diesen Tag erinnert wird.

Ricordo di Francesco

Giovanni Francesco di Bernardone, detto Francesco d'Assisi, annoverato dalla Chiesa cattolica tra i suoi "santi", è ricordato il
4 ottobre, giorno anniversario della sua morte che avvenne in Assisi nel 1226.
Non occorre essere cristiani, però, per ricordare oggi affettuosamente Francesco, del quale taluni atteggiamenti di carattere religioso - la credenza nel crocefisso rivelatore, l’ossessione di convertire i mussulmani “infedeli”, una certa carica di fanatismo che traspare dall’episodio delle cosiddette stimmate - possono risultare discutibili, ma che nondimeno, per il suo esempio di vita, resta probabimente uno degli interpreti più autentici di quell'antica spiritualità europea che animi nobili, al di là delle
ideologie e dei culti succedutisi, hanno tenuto viva nei millenni.
La vita di Francesco poi, nato nel 1881 o forse nel 1182, si svolse in tempi particolarmente difficili, nei quali grazie alla sua immensa forza d'animo e non senza rischio personale egli riuscì ad affermare un modello, informato dalla sua indelebile
grandezza interiore che ancora oggi merita di essere onorato.
Il significato attribuito al lavoro manuale, l’assenza di base gerarchica nell’ordine che era basato esclusivamente sull’ascendente spirituale, la povertà come norma fondamentale, sono valori che tanto più risaltano, in quanto furono praticati da Francesco mentre la chiesa cattolica era essenzialmente dominata da gente avida, corrotta, strumentalmente intollerante, materialisticamente degenerata nella gestione del potere politico. Quando la gerarchia papista impose a Francesco di redigere una nuova regola meno rigorosa in luogo della sua semplicissima Regula primitiva, il tradimento degli ideali originari lo turbò a tal punto che egli si ritirò di fatto in disparte, rimanendo fedele alla santa povertà ed estraniandosi misticamente dalle cose del
mondo.
Francesco, praticamente coevo di Patarini, Catari, Valdesi, Bogomili,  per alcuni aspetti fu forse indiretto precursore di dottrine ecclesiali e sociali che sarebbero state poi assunte da movimenti religiosi comunitaristi a forte connotazione radicale come
Hussiti e Anabattisti.  
Sul piano più squisitamente spirituale, ciò che maggiormente distingue Francesco e ne fa un personaggio singolare, quasi unico tra i cristiani è la sua notabile percezione solidale dell'universo e dei suoi ritmi e un senso mistico di rispetto, a volte quasi di compenetrazione, verso le entità cosmiche, l’ambiente naturale, gli animali non umani. Emblematici sono gli episodi del lupo ammansito e della predica agli uccelli. Francesco sembra quasi assumere sacralità che già furono tradizionali nelle cosiddette comunità arcaiche, in una sensibilità che, pur nell’ambito di una sorta di illuminismo pietista, non è perfettamente allineata con l’umanismo antropocentrico giudaico e cristiano, ma coltiva una più problematica immagine degli umani e del posto che essi occupano nel cosmo. Come ben si rivela  nell’invocazione radiosa del suo “Cantico di frate Sole”, altrimenti
chiamato “Laudes Creaturarum”, che sarà riportato poi a parte.
Francesco, nonostante il riconoscimento romano (del 1209 o forse del 1210) non venne mai meno alla propria vocazione di
uomo controcorrente. E i tempi, allora, erano assai duri.
Nel 1202  i partecipanti alla Quarta Crociata avevano preso e saccheggiato Zara, nel 1204 Costantinopoli. Nel 1209 altri Crociati avevano massacrato la popolazione di Béziers ("Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi"). Era in auge, incontrastata, la dichiarazione esegetica di Urbano II, secondo la quale i divieti biblici di uccidere altri umani si applicavano solo agli omicidi perpetrati da cristiani contro altri cristiani, mentre questi avrebbero potuto impunemente uccidere i non cristiani, peraltro già condannati da dio alla dannazione eterna (1095). Con Innocenzo III la Chiesa romana compiva una decisiva svolta in senso teocratico, rivendicando al papato il dominio assoluto su tutti i poteri del mondo: ambizioni di potere sancite dal dodicesimo concilio ecumenico (Laterano IV), aperto nel 1215, che avviava una radicale riforma ecclesiastica. Col Sinodo di Verona (1184) avevano preso corpo le pratiche inquisitorie che lo stesso Laterano IV avrebbe perfezionato, in attesa che il successivo Sinodo di Tolosa (1229) ne deliberasse l'obbligo, aprendo la macabra stagione dell'Inquisizione medioevale sancita poi da Gregorio IX nel 1232 con la formale costituzione dei deputati tribunali. Ancora il Concilio del Laterano deliberava che "...Ebrei e Saraceni di entrambi i sessi vengano pubblicamente differenziati dal resto della popolazione, dovunque e per sempre" introducendo la pratica del segno distintivo, dal quale erano esentati soltanto medici e prestatori di denaro, e che in molti casi era una pezza o rotella di colore giallo. Pochi anni dopo (1233) Gregorio IX nella bolla "Vox in Rama" avrebbe dato sanzione allo sterminio dei gatti, specialmente se neri, e al massacro delle proprietarie, in quanto i primi erano identificati con Satana secondo il
convincimento di Domenico di Guzmàn (1170-1221) e le seconde, conseguentemente, come streghe.
In un tale spaventoso contesto, al quale calza la definizione di G. Rattray Taylor del pio Medioevo, per certi aspetti, come di "un incrocio tra un ossario e un manicomio", Francesco avrebbe potuto apparire come uno svagato. Tanto risultava estraneo, il suo modo di sentire, al dilagante oscurantismo dell'epoca che artatamente foggiava la religione stessa come mero instrumentum regni. Francesco, emblematicamente, fu davvero quel sole "che nacque al mondo" secondo il verso di Dante Alighieri (Paradiso XI, 50-51), portandovi il trasparente chiarore che possedeva in ispirito e il confortante calore del suo semplice agire. La proverbiale tensione mistica che Francesco sempre manifestò verso le forze essenziali della natura e con particolare intensità verso gli animali non umani, la sua noncuranza per i beni materiali e per ogni forma di vacuo
estetismo continuano a costituire un esempio vivido e pressoché impareggiabile di sensibilità morale e di stile esistenziale.
Di fronte a un apparato ecclesiastico ormai pervaso dall'avidità e dal materialismo, dalla corruzione e dal potere, da una crescente e interessata intolleranza, Francesco nella sua umiltà levò una voce tanto alta da non poter essere soffocata. La sua Regula primitiva fondava sulla povertà assoluta, sul lavoro manuale, sull'ascendente spirituale e su una organizzazione comunitaria non gerarchizzata. Emblematica è la consonanza, percepibile in diversi elementi, con la sensibilità e la sacralità tipiche dell'Europa più antica. In ricordo di Francesco riportiamo alcuni brevissimi stralci dell'ultima pagina della sua vita, così come Franco Cardini la rievocò nel suo "Francesco
d'Assisi" del 1989.
Alla Porziuncola, era il tramonto del 3 ottobre, di sabato. La sua ultima preoccupazione fu la povertà. Era piagato come il Cristo sulla croce; volle nascere al Cielo come il Cristo aveva scelto di nascere in questo mondo, nudo sulla nuda terra. Si fece spogliare della veste che indossava, neppur essa tutta sua - tutto quel che abbiamo, lo abbiamo ricevuto in prestito -, e si fece adagiare al suolo. Disse qualcosa ai frati, li benedisse di nuovo, quindi recitò qualche parola di un salmo. Gli astanti, attorno a
lui, piangevano.
Era il tramonto del 3 ottobre 1226, un sabato. L'Ordine era già sparso su tutta l'Europa e l'Oltremare, con migliaia di frati raggruppati in province guidate ciascuna da un ministro e ognuna delle quali suddivisa in custodie. Nel 1224 i Minori erano arrivati anche in Inghilterra. Nel 1225 Isabella, sorella di Luigi IX di Francia, aveva fatto fondare il convento francescano di Longchamps nel quale religiose di sovente nobile stirpe facevano nel nome di Francesco voto di clausura. Ma non era lì perfetta letizia. Dicono che nell'istante in cui chiuse gli occhi siano accaduti prodigi e che la sua anima sia stata vista volare al
cielo. Ma nemmeno in ciò era perfetta letizia. Pare che Jacopa giungesse da Roma in tempo per dargli l'estremo conforto, anche quello dei suoi dolcetti. Neppure quella era perfetta letizia, ma forse ci somigliava un poco.
Era il 3, sabato, al tramonto. Secondo le ore liturgiche cominciava la domenica, il giorno del Signore.
Le allodole, che amano la luce, si alzarono allora in volo. A stormo presero a volare a bassa quota sopra il tetto dell'edificio nel
quale egli giaceva: e, girando in cerchio, cantavano.
Lo speciale rapporto con gli animali non umani e con gli elementi essenziali del cosmo, come già ricordato, rappresentò una componente caratteristica del suo modo di essere e di fare. In questi e in tutti gli insegnamenti di Francesco - scrive ancora Franco Cardini in "Francesco d'Assisi" (1989) - c'è un rigore, una forza, addirittura una durezza che lo rendono molto diverso e lontano dalla dolciastra e rugiadosa immagine che di lui ci si ostina a tramandare. Ci è caro allora dedicargli, a conclusione di questo piccolo omaggio, le emozionanti parole di Ernst Jünger: "Perciò se l'animo si distoglie dalle cose umane e si volge alle piante, agli animali e ai minerali, non è affatto un errore, come a volte si sente dire. Quell'atto può essere il segno di un puro sforzo di autoconservazione, il desiderio di prendere parte a un'esistenza superiore. Se le fontane si disseccano, si va al fiume. Là non è necessario credere: il prodigio è palese. Quando tutto è silenzio le cose cominciano a parlare: pietre, animali e piante
diventano fratelli e sorelle e comunicano ciò che è nascosto. Un arcobaleno invisibile circonda quello visibile."
Onore a te, Francesco.

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Friday, 3. october 2008 5 03 /10 /Okt. /2008 09:01
VIDEO - Il razzismo è una infezione dello spirito (IT)



http://www.youtube.com/watch?v=WrFyqnjXvBI

Comizio del leghista Gentilini a Venezia il 14.09.2008.
Ogni commento sarebbe superfluo.
Attenzione! Il discorso di costui contiene affermazioni che potrebbero costituire reato, infatti la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo a suo carico per accertare se si tratti, giuridicamente, di istigazione all'odio razziale.

link
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Thursday, 2. october 2008 4 02 /10 /Okt. /2008 01:44


Am 28. September 2008 wurde Malalai Kakar, die bekannteste Polizistin des Landes, in der südafghanischen Stadt Kandahar von den sogenannten Taliban ermordet.
Malalai Kakar leitete in Kandahar die Abteilung zur Verfolgung von Straftaten gegen Frauen und ermittelte vor allem in Fällen, bei denen es um Gewalt gegen Frauen und Kinder ging. Durch ihren Einsatz für die Belange der Frauen in Afghanistan erlangte sie über die Landesgrenzen hinweg Bekanntheit.
Die Mörder erwarteten sie vor ihrem Haus als sie zur Arbeit fahren sollte. Ein Sohn von ihr wurde beim Attentat schwer verletzt.
Das Marionettenregime Karzais, zu dem auch die weltbekannten Verbrecher gehören, mußt vernichtet werden, die fanatischen Taliban sind aber auch verbrecher und verdienen kein Bedauern.
Auch im Namen Malalais haltet die Fahne des patriotischen Kampfes für Freiheit, Demokratie und soziale Gerechtigkeit in Afghanistan hoch!

Gloria a una eroina afghana

Il 28 settembre scorso Malalai Kakar, l'ufficiale di polizia donna più nota del paese, è stata assassinata dai cosiddetti Taliban nella città di Kandahar, nell'Afghanistan meridionale.
Malalai Kakar comandava a Kandahar il reparto preposto alla lotta contro i crimini nei confronti delle donne e si era occupata soprattutto di casi di violenza verso donne e bambini. Per il suo impegno nella causa delle donne in Afghanistan era divenuta nota oltre i confini stessi del paese.
Gli assassini l'hanno attesa davanti a casa mentre stava recandosi al lavoro. Uno dei suoi figli è stato gravemente ferito nell'attentato.
Il regime fantoccio di Karzai, del quale fanno parte criminali di fama mondiale, dev'essere annientato, ma i fanatici Taliban sono pure dei criminali e non meritano alcuna pietà.

Anche nel nome di Malalai si tenga alta la bandiera della lotta patriottica per la libertà, la democrazia e la giustizia sociale in Afghanistan!
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Wednesday, 1. october 2008 3 01 /10 /Okt. /2008 11:17

Crisi del capitalismo globale, occasione di liberazione dei popoli

Wo aber Gefahr ist, wächst das Rettende auch.
Là dove si trova il pericolo, cresce anche ciò che salva
.
Friedrich Hölderlin, Patmos
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Wednesday, 1. october 2008 3 01 /10 /Okt. /2008 08:38
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Tuesday, 16. september 2008 2 16 /09 /Sept. /2008 07:56
UNA INTERESSANTE ANALISI DEL PC DEL VENEZUELA SULLA CRISI NEL CAUCASO

Original Text hier:
http://www.redglobe.de/index.php?option=com_content&task=view&id=2536&Itemid=220


Tribuna Popular: Russland muß Sieg über das Marionettenregime Washingtons in Georgien festigen     
Freitag, 29. August 2008

Wir dokumentieren eine Analyse der Wochenzeitung der Kommunistischen Partei Venezuelas, "Tribuna Popular".
Übersetzung: Jens-Thorsten Bohlke, Brüssel.

Nachdem die Truppen der Russischen Föderation der von Pentagon und zionistischen Generälen Israels geschaffenen georgischen Völkermord-Armee den verdienten Schlag versetzt haben, stellen sich der russischen Regierung verschiedene Aufgaben, um den Frieden in der Region zu festigen.
Erstens ist es notwendig, diese vom Pentagon, den US-Ölkonzernen und Sicherheitsunternehmen geschaffene georgische Militärmaschinerie aufzulösen, die zur Kontrolle der Öl- und Gaspipelines und damit Ausbeutung der Kohlenwasserstoffe aus Zentralasien und Kaspischem Meer dient, das werktätige Volk Georgiens unterdrücken soll und jedwede militärische oder terroristische Provokation auf Befehl ihrer Hintermänner, der USA- und israelischen Generäle, gegen Südossetien, Abchasien, Russland, Belarus, Armenien, Iran, Irak, Afghanistan oder jedes Land mit Gefährdung für die Vormachtstellung der USA-Ölmagnaten inszenieren soll. Besagte Ölkonzerne bei der Ausbeutung von ehemals sowjetischem Erdöl in jener Region sind die BP Amoco, EXXON MOBIL, ATLANTICH RICHFIELDS, CHEVRON, PHILIPS PETROLEUM, TEXACO und PENZZOIL. Dies wird nicht leicht sein, denn die Bush-Regierung und ihre Generäle wie John Craddock bestehen darauf, die zerstörte georgische militärische Kapazität wiederherzustellen und mit Kriegsschiffen der NATO und Flugtransportern angebliche „humanitäre Hilfe“ zu leisten. Natürlich will der Imperialismus nicht eines seiner Hauptaufmarschgebiete verlieren, um in jene Eurasien genannte Region einzudringen und so seine globale Vorherrschaft zu sichern.
Zweitens muss dem georgischen Volk geholfen werden, sich von diesem verbrecherischen Marionettenregime Washingtons freizumachen. Schon voriges Jahr war besagtes Regime an dem Punkt, durch Handeln der Opposition zu zerfallen. Es ist offensichtlich, dass Russland nicht den souveränen Willen des georgischen Volkes ersetzen kann. Aber es ist auch offensichtlich, dass dieses georgische Volk eine große Verantwortung seinen Nachbarvölkern und der Sache des Friedens gegenüber hat. Es muss definitiv den primitiven reaktionären Nationalismus überwinden, der die georgische Gesellschaft seit Ende der 80er Jahre des 20. Jahrhunderts befallen hat, als der Gorbatschow-Anhänger und Regierungschef Edward Schewardnadse der starke Mann des sowjetischen Georgiens war. Dies führte dieses alte Volk in die umfassendste gesellschaftliche, wirtschaftliche und militärische Katastrophe. Die Sowjetunion schuf die Voraussetzungen, damit Georgien sich als Nation selbstbehaupten konnte. Jetzt gebührt es Georgien, sich als wirklich souveräne Nation aus alter Tradition und Kultur auf der Grundlage von Frieden, Respekt seiner Nachbarn und Bereitschaft zur gegenseitig nützlichen Zusammenarbeit mit ihnen zu konstituieren. Es hilft nichts, den kriminellen und Agenten der CIA namens Michail Sakaschwili von der Macht zu entfernen, damit er von einem Despoten seinesgleichen abgelöst wird, der sich auch wieder ausländischen Interessen unterwirft, wie er es tut. Notwendig scheint die Schaffung einer demokratischen Front, die die verschiedenen Oppositionsgruppen umfasst, um das Regime zu zerschlagen, eine unabhängige Übergangsregierung zu installieren und Neuwahlen einzuberufen, die dieses Mal dann frei von Betrug der pro-imperialistischen Kräfte im Unterschied zu den früheren Wahlen ablaufen sollten.
Drittens muss Russland die Republiken von Abchasien und Südossetien in ihrem legitimen Recht unterstützen, nicht dem verbrecherischen Regime in Tiflis unterworfen zu sein und ihr Recht auf freie Selbstbestimmung wahrnehmen zu können. Die Tatsachen beweisen, dass es nicht diese Völker gewesen sind,  die schon früh seinerzeit die Revolution der Bolschewiki unterstützten. Sie wollen jedoch auch keinen Krieg und keine Destabilisierung in der Region. Sondern im Gegenteil dazu streben sie danach, aufrichtig in Frieden mit ihren Nachbarn zu leben.
Russland muss die Kontrolle über die in Aserbaidschan, Georgien und der Türkei von den Erdöl-Multis BP-AMOCO und UNOCAL installierten Erdölpipelines wiedererlangen. Russland muss sich mit den Völkern des Kaukasus einschließlich der Türkei und Iran zusammenschließen, um friedlich den Nutzen aus diesem Transport zu teilen und die Imperialisten aus dem Spiel um den Transport von Erdöl und -gas rauszubekommen. Diese Transport-Infrastruktur ermöglicht, mit einer gewissen Festigkeit dem Eindringen der USA in dem Gebiet und damit dem Ursprung jeglicher derzeitiger und künftiger Instabilität zu begegnen.
Russland muss einen politischen Wechsel in der Ukraine bestärken, damit dort die unabhängigen und pro-russischen Linkskräfte zum Zuge kommen und die USA ein weiteres Aufmarschgebiet für ihre Feindseligkeiten gegen Russland und die Völker Europas und des Kaukasus verlieren. Die Informationen zeigen, dass die Mehrheit des ukrainischen Volkes diesen Regimewechsel wünscht. Diese Mehrheit des ukrainischen Volkes zeigt sich auch solidarisch mit Südossetien, Abchasien und Russland. Die größte politische Partei, die Partei der Regionen von Viktor Janukowitsch, die KP der Ukraine und auch die Premierministerin haben die aggressive pro-USA-Position des Staatsoberhauptes Justschenko zurückgewiesen. Die gegenwärtige ukrainische Präsidialregierung unterstützt den Banditen in Tiflis militärisch und wünscht den NATO-Beitritt der Ukraine, damit sich eine pro-USA-Ukraine festigt, die eine weitere ständige Gefahr für den Frieden in der Region wäre.

von Jose Antonio Egido

Quelle: Tribuna Popular / RedGlobe
von Ernst - veröffentlicht in: Völkerbefreiung - Liberazione dei popoli
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Saturday, 13. september 2008 6 13 /09 /Sept. /2008 09:42
VIDEO - Hugo Chavez caccia l'ambasciatore yankee (ES)


http://www.youtube.com/watch?v=ucvT9bgAl7g
von Ernst - veröffentlicht in: Völkerbefreiung - Liberazione dei popoli
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Wednesday, 10. september 2008 3 10 /09 /Sept. /2008 20:53
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Último discurso de Salvador Allende, 1973 (en castellano)
"... el capital foráneo, el imperialismo, unidos a la reacción crearon el clima para que las Fuerzas Armadas rompieran su tradición, la que les enseñara el general Schneider y reafirmara el comandante Araya, victimas del mismo sector social que hoy estará esperando con mano ajena, reconquistar el poder para seguir defendiendo sus granjerías y sus privilegios."

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Ultimo discorso di Salvador Allende, 1973 (versione italiana)
"... il capitale straniero, l’imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi."

http://parvascintilla.over-blog.de/pages/Ultimo_discurso_de_Salvador_Allende_1973_ES__Ultim-699974.html
Último discurso de Salvador Allende, 1973 (ES) - Ultimo discorso di Salvador Allende, 1973 (IT)

Letzte Rede von Salvador Allende, 1973
Originalaufnahme der Rede in spanisch und deutsche Übersetzung (Audio-Dateien MP3), hier
link
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Wednesday, 10. september 2008 3 10 /09 /Sept. /2008 10:46


11/9/1973-11/9/2008
"Andere menschen werden diese düstere und bittere Zeiten, in denen sich der Verrat durchsetzt, überstehen. Sollen Sie wissen, daß sich früher oder später, aber sehr bald, erneut die großen Straßen auftun werden, auf denen der würdige Mensch dem Aufbau einer besseren Gesellschaft entgegengeht.
Es lebe Chile! Es lebe das Volk! Es leben die Werkstätigen!
Das sind meine letzten Worte, und ich habe die Gewissheit, dass diese Opfer zumindest eine moralische Lektion sein wird, die den Treuebruch, die Feigheit und den Verrat verurteilen."
Aus der letzten Rede von Präsident Salvador Allende in Santiago de Chile am 11. September 1973

Onore agli eroi del popolo cileno

11/9/1973-11/9/2008
"Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi. Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.
Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!
Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà vano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento."
Dall'ultimo discorso del presidente Salvador Allende, Santiago del Cile 11 settembre 1973
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Bücher - Libri

Das Wort macht endlich den Menschen frei. Wer sich nicht äussern kann, ist ein Sklave.
È la parola, alla fine, che rende l'uomo libero. Chi non riesce a esprimersi è uno schiavo.
FEUERBACH

Die Bücher die als letzte eingefügt wurden sind in Schwarz eingezeichnet
Gli ultimi libri inseriti sono indicati in nero


AA.VV., Le livre noir du capitalisme, 1998 (FR)
Ahmed N, The War on Freedom - How and Why America Was Attacked September 11th 2001, 2002 (EN)
Alianello C, La conquista del sud - Il Risorgimento nell'Italia meridionale, 1972 (IT)
Amin S,  Au-delà du capitalisme sénile - pour un XXIe siècle non-américain, 2002 (FR)
Amin S, The Liberal Virus- Permanent War and the Americanization of the World, 2004 (EN)
Bacque J, Other losses, 1989 (EN)
Bakan J, The Corporation, 2004 (EN)
Bales K, Disposable People - New Slavery in the Global Economy, 1999 (EN)
Beaud M, Histoire du capitalisme, 1981 (FR)
Blum W, Killing Hope - U.S. Military and CIA Interventions Since World War II, 2003 (EN)
Blum W, Rogue State - A Guide to the World's Only Superpower, 2000 (EN)
Bramwell A, Blood and Soil, 1985 (EN)
Breitman R, Official Secrets, 1998 (EN)
Chomsky N, Necessary Illusions Thought Control Center in Democratic Societies, 1989 (EN)
Chomsky N, The New Military Humanism - Lesson from Kosovo, 1999 (EN)
Chossudovsky M, War and Globalisation, 2002 (EN)
Ciriacono G, Le stragi dimenticate - Gli eccidi americani di Biscari e Piano Stella, 2005 (IT)
Cockburn A & L, Dangerous Liason - The Inside Story of the U.S.-Israeli Covert Relationship, 1991 (EN)
Cooley J, Unholy Wars - Afghanistan America and International Terrorism, 1999 (EN)
Corm G, Le Nouveau désordre économique mondial - Aux racines des échecs du développement, 1993 (FR)
de Grossouvre H, Paris-Berlin-Moscou - La voie de l'indépendance et de la paix, 2002 (FR)
de Maillard J, Le marché fait sa loi, 2001 (FR)
Del Boca A, Italiani, brava gente?, 2005 (IT)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 1, 1986 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 2, 1988 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 3, 1990 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 4, 1994 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 5, 1997 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 6, 1999 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 7, 2002 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 8, 2004 (DE)
Deschner K, Kriminalgeschichte des Christentums Bd. 9, 2008 (DE)

Diamond J, Guns gems and Steel - The Fates of Human Societies, 1997 (EN)
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